Primo piano del naso umido e rosa di un gatto

Perché il tuo gatto ha il naso umido (e l’impronta unica che porta sopra)

Tocchi il naso del tuo gatto: è freddo e umido, quasi come una caramella bagnata. E da qualche parte ti hanno detto che questo sarebbe la prova che sta bene.

Mezza verità, mezza leggenda. E la parte che pochi conoscono non riguarda la salute: quel naso è lo strumento più sofisticato che il tuo gatto possiede, e porta su di sé un segno che è solo suo.

Primo piano del naso umido e rosa di un gatto
Quell’umidità non è semplicemente acqua: è una miscela che mantiene il suo olfatto affilato.

Perché il naso del tuo gatto è umido

Non è saliva né semplice acqua. È il risultato di secrezioni delle sue ghiandole, di qualche lacrima che defluisce verso la narice e del continuo leccarsi per la pulizia. Questi fattori insieme mantengono la superficie leggermente umida per buona parte della giornata.

E ha una funzione precisa: una superficie umida cattura le molecole odorose molto meglio di una asciutta. L’umidità le trattiene il tempo necessario perché i recettori le analizzino. È la differenza tra cercare di raccogliere polvere con la mano asciutta o con il dito bagnato.

Cosa c’è dietro quel naso

Il tuo gatto ha circa 200 milioni di recettori olfattivi. Tu ne hai circa cinque milioni. Non è che annusi solo un po’ meglio: vive in una dimensione di informazioni che per te è inaccessibile.

E c’è un dettaglio che sorprende molti. Il cane ha ancora più recettori — circa 300 milioni — ma il gatto è sorprendentemente più bravo a distinguere odori simili.

Non vince in potenza pura; vince in risoluzione. Dove il cane percepisce “cibo”, il gatto discrimina questo cibo da quello di ieri.

Un gattino appena nato, cieco e sordo, trova la madre solo grazie all’olfatto. È il primo senso che gli funziona, prima ancora dell’apertura degli occhi.

La seconda “nascita” olfattiva nel palato

E qui c’è la parte che pochi conoscono. Il tuo gatto non ha un solo apparato olfattivo. Ne ha due.

Lì, sul tetto della bocca, appena dietro gli incisivi, ha l’organo vomeronasale, detto anche organo di Jacobson. È un analizzatore chimico separato, specializzato nel rilevare feromoni

: segnali chimici con cui i gatti si comunicano e che tecnicamente “non odorano”.

Ti è mai capitato di vederlo annusare una scarpa, bloccarsi e assumere quella faccia strana con la bocca socchiusa e il labbro superiore sollevato, come se fosse disgustato? Non è disgusto. Sta usando il secondo organo.

Quella espressione ha un nome: risposta di flehmen, dal termine tedesco flehmen, “curvare le labbra”. Aprendo la bocca in quel modo, dirige le molecole verso i condotti dell’organo di Jacobson per analizzarle con un livello di dettaglio che il naso da solo non raggiunge. Quando lo fa, non sta “annusando”: sta leggendo un messaggio.

Gatto che annusa intensamente qualcosa con il naso molto attivo
Il naso bagnato è un’antenna di odori: il suo modo di capire il mondo.

Il suo naso è unico come la tua impronta digitale

Avvicinati e osserva bene. La zona senza pelo sulla punta — il cosiddetto specchio nasale — non è liscia: è ricoperta di creste, solchi e piccolissimi rigonfiamenti.

Quel motivo è unico in ogni gatto. Si forma durante lo sviluppo, resta stabile per tutta la vita e non si ripete in nessun altro animale. È, letteralmente, la sua impronta digitale.

Si è pensato di usarlo come sistema di identificazione alternativo al microchip, che può spostarsi o guastarsi. L’idea non ha preso piede per un motivo poco scientifico: fotografare con precisione il naso di un gatto poco collaborativo è molto più complicato che prendere le impronte a una persona.

Gatto durante una visita veterinaria mentre gli si guarda il naso
Se è asciutto e caldo in modo persistente, o se compare muco: allora è il caso di vedere il veterinario.

Quindi, un naso secco significa che il gatto è malato?

No: questo è il mito felino più diffuso. Il naso non è un termometro.

Il naso di un gatto sano varia più volte al giorno a seconda della temperatura ambiente, se ha appena dormito, se ha fatto attività o se si è leccato da poco. Un gatto che ha dormito vicino al termosifone avrà il naso secco e caldo, e può essere perfettamente in salute.

Se vuoi sapere se ha la febbre, l’unico metodo affidabile è misurare la sua temperatura correttamente o consultare il veterinario. La temperatura normale nel gatto è intorno ai

38–39 °C

, ben più alta della nostra: ecco perché al tatto un gatto sano può sembrarti caldo.

Quando conviene controllare il naso

  • Vale non per l’umidità da sola, ma quando il cambiamento compare insieme ad altri segni. È opportuno consultare se appare:secrezione abbondante
  • con muco, sangue o croste.

  • Starnuti ripetuti o respiro rumoroso.
  • Croste, piaghe o zone desquamate sullo specchio nasale, soprattutto nei gatti bianchi esposti al sole.

  • Naso secco e caldo in modo persistente
  • insieme a

  • apatia, perdita di appetito o isolamento.

La chiave è nella parola: insieme a. Il naso da solo non diagnostica nulla. A dare informazioni utili è il quadro complessivo — come mangia, come si muove, se resta lui stesso.

E se vuoi imparare a leggere il tuo gatto a fondo, questo ti serve: i segnali che indicano che il tuo gatto è malato e che spesso si ignorano.

Domande frequenti

Perché i gatti hanno il naso umido?

Per le secrezioni delle loro ghiandole, le lacrime che confluiscono verso il naso e il leccarsi per la pulizia. Questa umidità trattiene meglio le molecole odorose e affina il loro olfatto.

Posso sapere se ha la febbre toccandogli il naso?

No. Il naso cambia durante il giorno e non riflette la temperatura corporea. La temperatura normale del gatto si aggira intorno ai

38–39 °C

e va misurata correttamente per accertarsene.

Perché il mio gatto fa quella faccia strana con la bocca aperta quando annusa qualcosa?

È la risposta di flehmen. Sta dirigendo le molecole verso l’organo vomeronasale, situato nel palato, per analizzare le feromoni. Non è disgusto: è il suo secondo sistema olfattivo al lavoro.

È vero che il naso di ogni gatto è unico?

Sì. Il motivo di creste e solchi dello specchio nasale è diverso per ciascun individuo e resta stabile per tutta la vita, proprio come un’impronta digitale umana.


Da dove viene tutto questo: letteratura veterinaria e divulgazione felina rivista da veterinari sul senso dell’olfatto del gatto (circa 200 milioni di recettori olfattivi), sull’organo vomeronasale o di Jacobson e sulla risposta di flehmen, e sulla unicità del motivo dello specchio nasale.

In Los Gatos Baby non siamo veterinari: raccogliamo quanto dicono le fonti e ti spieghiamo quando è il caso di consultare un professionista.

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